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Giornata della vita

«Qual il senso della libertà? Qual è il suo significato sociale, politico e religioso? Si è liberi in partenza o lo si diventa con scelte che costruiscono legami liberi e responsabili tra persone? Con la libertà che Dio ci ha donato, quale società vogliamo costruire?» Sono le domande da cui muove il messaggio del Consiglio permanente della Cei per la 43esima Giornata per la vita che, come tradizione verrà celebrata in tutte le comunità domenica 7 febbraio.

Partendo dalla situazione contingente di libertà limitata per via del Covid-19, i vescovi si interrogano sul valore, ma, insieme, anche sui rischi della libertà qualora tale libertà dovesse essere usata male. Se si cede, dicono i vescovi, ad una cultura in cui i diritti individuali sono assolutizzati lo spazio della libertà, anziché essere, come dovrebbe, il luogo della generazione della vita, diventa facilmente luogo di generazione di egoismi, di derive abortive, di interventi indiscriminati sul corpo umano, sui rapporti sociali e sull’ambiente».

La libertà è un dono meraviglioso, ma perché si compia la sua alleanza feconda con la vita, aprendo una via verso la felicità, occorre – e questo è l’impegno che ci viene consegnato in questa giornata – che essa sia custodita con responsabilità e sollecitata ad un dialogo perseverante con la verità.

Vendita primule

In occasione della 43esima Giornata per la vita il Centro aiuto alla vita Mangiagalli di Milano organizza un’iniziativa a sostegno delle mamme e dei bambini che va sotto il nome di “un fiore per la vita” . L’iniziativa consiste nella tradizionale vendita delle primule che quest’anno, data l’emergenza Covid, sarà allestita on-line.