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Domenica delle Palme

Domenica prossima (21 marzo) celebreremo la Domenica delle Palme: è la domenica nella quale la Chiesa fa memoria dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, introducendosi così nel vivo di quella settimana che, proprio perché ospita la memoria degli eventi che racchiudono il mistero della Pasqua di Gesù, opportunamente viene chiamata “santa“.

L’episodio che fa da sfondo alla celebrazione delle Palme rimanda alla celebrazione della festività ebraica di Sukkot, la “festa delle Capanne”, in occasione della quale i fedeli arrivavano in massa in pellegrinaggio a Gerusalemme e salivano al tempio in processione, sventolando ciascuno il lulav, un piccolo mazzetto composto dai rami di tre alberi, la palma, simbolo della fede, il mirto, simbolo della preghiera che s’innalza verso il cielo, e il salice, la cui forma delle foglie rimandava alla bocca chiusa dei fedeli, in silenzio di fronte a Dio, legati insieme con un filo d’erba (Lv. 23,40). Con questa festa Israele  celebrava in modo solenne la memoria della propria liberazione dall’Egitto e per questo nella sua liturgia troviamo frequenti rimandi al tema della salvezza. La stessa invocazione Osanna, (in ebraico Hoshiana) che, nel testo del vangelo, scandisce il grido con cui la folle acclama Gesù, e che si è introdotta stabilmente nel nostro linguaggio liturgico, è un’invocazione di salvezza, che significa “Signore, salvaci…”

Non si può comprendere il racconto dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme se non alla luce di questo sfondo storico e insieme liturgico. Alla folla che lo acclama Gesù si propone come il Messia atteso, come il salvatore giunto per liberare nuovamente Israele dalla sua schiavitù, come l’inviato celeste che avrebbe portato a compimento in modo definitivo le promesse di Dio. quello che la folla non sa, però, lo saprà presto, è che la salvezza che Gesù è venuto a portare non sarà la semplice restaurazione di uno dei regni di questo mondo e, soprattutto, quel che la folla non sa è che la salvezza proposta da Gesù, la salvezza definitiva promessa da Dio, dovrà passare dall’umiliazione della croce e dal dono della stessa vita.

La Messa nella quale commemoreremo l’entrata di Gesù in Gerusalemme sarà come al solito quella delle ore 10.00. Non potendo fare la processione con tutti i fedeli utilizzeremo la seconda forma prevista dal messale che prevede un ingresso solenne solo del celebrante e dei ministranti. Le altre messe seguiranno la liturgia del giorno, senza ripetere l’ingresso solenne.

In occasione della domenica delle palme distribuiremo, come da tradizione, gli ulivi: saranno distribuiti in busta chiusa prima e dopo la celebrazione.