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Messaggio di Pasqua dell’Arcivescovo

Perché piangi, povera umanità infelice?

Hanno portato via il mio tesoro. Hanno portato via i miei soldi, accumulati in una vita, con avidità insaziabile, con ogni traffico e infaticabile lavoro, con astuzia e spregiudicati azzardi. Hanno portato via il patrimonio su cui contavo per me e per la mia discendenza. Hanno portato via i miei soldi e non so dove li hanno posti. Non ti sembra che abbia buone ragioni per piangere?

Povera umanità meschina, i tuoi tesori sono consumati dalle tignola, sono rubati da ladri più astuti e pregiudicati di te. Sono persi per sempre, per sempre!

Perché piangi, povera umanità infelice?

Hanno portato via la mia giovinezza, gli anni del vigore e dell’avventura. Mi hanno portato via la sconsiderata temerarietà che si compiaceva della trasgressione, che sfidava la sorte nel rischio e nell’imprudenza. Hanno portato via gli anni spensierati, quando non ti fa paura niente, quando non è mai tardi, quando non è mai troppo. Non ti sembra che abbia buone ragioni per piangere?

Povera ingenua umanità, già la sapienza antica ti ammoniva: Quant’è bella giovinezza che su fugge tuttavia. La tua giovinezza è persa, persa per sempre.

Perché piangi povera umanità infelice?

Hanno portato via la mia bellezza, i tratti del mio volto, le forme del mio corpo. Mi guardavano tutti con sguardi compiaciuti di sognatori, mi cercavano tutti con arti di seduzione. Ero la più bella della compagnia e facevano a gara per offrirmi favori. Hanno portato via la mia bellezza. Adesso sono una presenza insignificante e chi si ricorda i bei tempi mi compatisce. Non ti sembra che abbia buone ragioni per piangere?

Povera vanitosa, la tua bellezza è perduta per sempre. I trucchi e gli artifici non nascondono niente e ti rendono patetica.

Perché piangi povera umanità infelice?

Mi hanno portato via la salute, il troppo lavoro, l’ambiente malsano, una gola mai sazia, una stupida superficialità, la disattenzione di un momento. Eccomi: stremato per niente, tormentato dai dolori, limitato nei movimenti, con la mente confusa e la memoria perduta. Un peso per quelli di casa, insopportabile a me stesso. Mi hanno portato via la salute: non ti sembra che abbia ragioni per piangere?

Povera, fragile umanità, come una canna esposta al vento. Particolare insignificante nell’universo: basta una goccia per annientarti. Eppure tu pensi e senti e soffri, perciò hai buone ragioni per piangere, ma le lacrime non rimediano all’irrimediabile.

Perché piangi, povera umanità infelice?

Hanno portato via quelli che amo. La mia casa è diventata un deserto. Mi hanno portato via il papà e la mamma e non so dove li hanno messi. Hanno portato via le persone più amate, gli amici più cari: non so dove li hanno messi. Non ho forse molte ragioni per piangere?

Povera inconsolabile umanità, da quando si nasce si comincia a morire. Hai buone ragioni per piangere ma le tue lacrime non sveglieranno i morti.

Perché piangi, povera umanità infelice?

Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto. Lui che mi ha liberato dai demoni che mi tormentavano, lui che ha aperto gli occhi al cieco nato e strappato Lazzaro dalla morte. In lui avevo riposto ogni speranza e ogni gratitudine e ogni affetto. Si è spenta la luce del mondo. La cattiveria ha avuto ragione della bontà, l’ingiustizia ha ingiustamente condannato Gesù Nazareno, il re dei Giudei. Ecco dove finisce l’uomo, e la sua gloria e la sua speranza di vita e di gioia.
Non ho buone ragioni per piangere?

Povera umanità troppo ripiegata sul tuo soffrire, alza il capo, volgi lo sguardo, converti la mente. Riconosci la voce che ti chiama, riconosci la presenza che ti consola, riconosci la missione che ti è affidata. Va’ dai miei fratelli e di’ loro: Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro.


Fratelli, sorelle, proprio io, Maria di Magdala, proprio io, la peccatrice perdonata, proprio io ho una parola da dirvi da parte del Maestro. Cercavo dove fosse finito il mio Gesù e ho trovato dove ha inizio la strada che introduce nella comunione con il Padre Dio.
Ho una parola da dirvi: tutto finisce, tutto si perde, tutto si consuma e si rovina. Non vi salveranno sicurezze e illusioni: non vi salveranno la ricchezza, la giovinezza, la bellezza.
Cercate Gesù: in lui tutti hanno vita e niente va perduto. Chi crede in lui non muore e chiunque crede in lui anche se morto vivrà. Non disperate per nessuno.
In lui anche le cose del mondo trovano senso.
Anche il tuo denaro in lui diventa carità, anche la giovinezza in lui diventa tempo di grazia, anche la bellezza in lui diventa principio di elevazione, anche la salute diventa condizioni propizia per servire. In lui tutto è stato fatto: non disprezzate niente.
In lui e per lui tutto è stato fatto: vivete, dunque, per lui e con lui.

Fratelli e sorelle, io non piango più!

(Omelia di pasqua, Duomo di Milano, 4 aprile 2021)