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Messaggio per la giornata missionaria

Il fervore missionario non si può mai ottenere in conseguenza di un ragionamento o un calcolo”. Lo ricorda papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata missionaria mondiale appena celebrata e che quest’anno ha come tema un versetto degli Atti degli apostoli: “Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”. 

Nel documento, che è stato diffuso oggi, il Pontefice spiega che “il mettersi ‘in stato di missione’ è un riflesso della gratitudine”, e ricorda i “tempi non facili” dei primi cristiani, i quali “incominciarono la loro vita di fede in un ambiente ostile e arduo”. Con “storie di emarginazione e di prigionia si intrecciavano con resistenze interne ed esterne, che sembravano contraddire e perfino negare ciò che avevano visto e ascoltato”. Ma questo “anziché essere una difficoltà o un ostacolo che li avrebbe potuti portare a ripiegarsi o chiudersi in se stessi, li spinse a trasformare ogni inconveniente, contrarietà e difficoltà in opportunità per la missione”. 

Nel suo messaggio Francesco fa ampio riferimento alla drammatica contingenza storica che sta attraversando l’umanità. “La situazione della pandemia – scrive – ha evidenziato e amplificato il dolore, la solitudine, la povertà e le ingiustizie di cui già tanti soffrivano e ha smascherato le nostre false sicurezze e le frammentazioni e polarizzazioni che silenziosamente ci lacerano”. In questo contesto “i più fragili e vulnerabili hanno sperimentato ancora di più la propria vulnerabilità e fragilità”. E si è vissuto “lo scoraggiamento, il disincanto, la fatica; e perfino l’amarezza conformista, che toglie la speranza, ha potuto impossessarsi dei nostri sguardi”. 

Quella cristiana, però, sottolinea il Papa, è una ”Parola di speranza che rompe ogni determinismo e, a coloro che si lasciano toccare, dona la libertà e l’audacia necessarie per alzarsi in piedi e cercare con creatività tutti i modi possibili di vivere la compassione”. Annunciare questa parola, che è compito di ogni missionario e di ogni cristiano, significa dar voce alla consapevolezza di essere amati e voluti da Dio, un Dio capace di compassione e di benevolenza nei confronti di tutti.