Discorso alla città…

Discorso alla città…

Nel suo pronunciamento l’Arcivescovo mette in guardia dalla paura che si diffonde come un virus, aiutata da chi la “semina” a tutto vantaggio di pochi interessati, e che condiziona scelte personali e vita sociale. Invita credenti e non a riscoprire la pratica di una virtù che passa attraverso il dialogo e il confronto tra idee diverse, per costruire alleanze davanti alle sfide di oggi: crisi demografica, emergenza educativa e migrazioni

L'Arcivescovo durante il Discorso (foto Agenzia Fotogramma)

«Riconosciamo che la fiducia è la virtù doverosa di coloro che interpretano la vita come una vocazione. È un dovere per noi tutti e in modo speciale per coloro che hanno responsabilità per il bene comune. La fiducia è un dono che chiede di essere reciprocamente offerto. Significa: volgere lo sguardo con benevolenza verso l’altro. Fidarsi, avvicinandosi all’altro, mettere nelle mani dell’altro la propria speranza. Esprimere gratitudine, credere alla promessa che l’altro è per te». L’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, conclude così il Discorso alla Città, pronunciato nella Basilica di Sant’Ambrogio il 6 dicembre, alla vigilia della festa del Santo patrono.

Una riflessione che coglie nel profondo il contesto culturale e la qualità del dibattito pubblico, dove la paura diffusa come un’epidemia intacca le fondamenta del vivere civile e democratico: «Per una comunità, per una città, per un Paese la fiducia è una condizione irrinunciabile per una coesistenza pacifica delle persone, delle culture, delle religioni. La fiducia è un atteggiamento necessario per affrontare le sfide di oggi e per andare verso il futuro. La fiducia è l’antidoto per contrastare il declino della nostra civiltà. La fiducia è il rimedio all’epidemia della paura».

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