Giornata del malato

Giornata del malato

La Santa Sede ha pubblicato il Messaggio di Papa Francesco per la 32ª Giornata Mondiale del Malato, che si celebrerà il 11 febbraio 2024, sul tema: «Non è bene che l’uomo sia solo». Curare il malato curando le relazioni.

Il Messaggio del Santo Padre si ispira al capitolo 2 del Libro della Genesi (Gen 2,18).

Ci fa bene riascoltare quella parola biblica: non è bene che l’uomo sia solo! Dio la pronuncia agli inizi della creazione e così ci svela il senso profondo del suo progetto per l’umanità ma, al tempo stesso, la ferita mortale del peccato, che si introduce generando sospetti, fratture, divisioni e, perciò, isolamento. Esso colpisce la persona in tutte le sue relazioni: con Dio, con sé stessa, con l’altro, col creato. Tale isolamento ci fa perdere il significato dell’esistenza, ci toglie la gioia dell’amore e ci fa sperimentare un oppressivo senso di solitudine in tutti i passaggi cruciali della vita”, spiega il Papa.

Il Santo Padre richiama quindi il modello del Buon Samaritano (Lc 10, 25-37) con la “sua capacità di rallentare il passo e di farsi prossimo, alla tenerezza con cui lenisce le ferite del fratello che soffre” e ricorda che “la prima cura di cui abbiamo bisogno nella malattia è la vicinanza piena di compassione e di tenerezza. Per questo, prendersi cura del malato significa anzitutto prendersi cura delle sue relazioni, di tutte le sue relazioni: con Dio, con gli altri – familiari, amici, operatori sanitari –, col creato, con sé stesso”.

“Siamo chiamati ad adottare lo sguardo compassionevole di Gesù. Prendiamoci cura di chi soffre ed è solo, magari emarginato e scartato. Con l’amore vicendevole, che Cristo Signore ci dona nella preghiera, specialmente nell’Eucaristia, curiamo le ferite della solitudine e dell’isolamento. E così cooperiamo a contrastare la cultura dell’individualismo, dell’indifferenza, dello scarto e a far crescere la cultura della tenerezza e della compassione”, invita il Papa.

Infine, il Santo Padre sottolinea che “i malati, i fragili, i poveri sono al centro della Chiesa e devono essere anche al centro della nostra attenzione umana e della nostra sollecitudine pastorale”.   

“Non dimentichiamolo. E affidiamoci a Maria Santissima, Salute degli Infermi, perché interceda per noi e ci aiuti a essere artigiani della vicinanza e della relazione fraterna”, conclude.  

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