Il Natale tra passato e presente …

Imparare la sapienza per resistere alla tentazione

Prima nascita: l’incarnazione del Verbo …

Un buon numero di nostri contemporanei sembra prendere il Natale per una festa semplicemente commemorativa che ci ricorda, di anno in anno, la nascita di Gesù a Betlemme. E non hanno torto: il Natale è realmente memoria della venuta del Figlio di Dio dentro la nostra storia umana. Il Natale è realmente rimando ad un evento storico che ha precise coordinate geografiche e temporali. Quello che dimenticano è che questo evento, pur decisivo e determinante, non esaurisce per intero la portata il mistero del Natale

Il mistero del Natale è infatti celebrazione di una triplice nascita. Il che vuol dire che insieme alla nascita di Gesù a Betlemme, quella che ha dipinto l’atmosfera magica dei nostri presepi e che fissa al cuore della storia l’incarnazione del Logos divino, ci sono almeno altre due nascite che dobbiamo mettere in conto quando celebriamo questa festa.

Seconda nascita: la generazione eterna del Figlio…

La prima è la nascita eterna del Figlio, ovvero il mistero inaccessibile della sua generazione dal grembo del Padre. Agostino esprime con la sua tipica arte, ciò che ha ereditato dalla tradizione:

Due sono le nascite del Signore nostro Gesù Cristo, una divina, l’altra umana, ambedue mirabili; quella divina senza una donna come madre, quella umana senza un uomo come padre. Quanto predisse il santo profeta Isaia: La sua generazione chi potrà spiegarla? (Is 53,8) lo possiamo riferire ad ambedue le nascite. Chi potrà infatti spiegare esaurientemente il fatto che Dio genera? Chi potrà spiegare esaurientemente il fatto che una vergine partorisce? Il primo fatto al di là dei tempi, il secondo in un determinato giorno…

La prova che il tema delle due nascite era presente già nella chiesa antica è rintracciabile nelle stesse formulazioni del Concilio di Calcedonia: «Un solo e medesimo Figlio [ … ] vero Dio e vero uomo [ … ] generato dal Padre prima dei secoli secondo la divinità, e in questi ultimi tempi per noi e per la nostra salvezza da Maria vergine e madre di Dio, secondo l’umanità».

Terza nascita: la venuta di Gesù nel cuore …

A questa “seconda” nascita se ne deve aggiungere una terza, altrettanto decisiva: la nascita del Verbo nei nostri cuori

Tale nascita trova la sua origine già nel Nuovo Testamento dove si parla di adozione filiale, di nuova nascita mediante l’acqua e lo Spirito. Sentite che cosa arriva a dire Origene, uno dei grandi padri della Chiesa antica: «A che ti serve infatti che Cristo sia venuto un tempo nella carne, se non è venuto anche nella tua anima? Preghiamo dunque perché ogni giorno il suo avvento si compia in noi, onde possiamo dire: “Vivo, ma non più io; è Cristo che vive in me”».

E Massimo il Confessore, non è da meno: «Il Verbo di Dio è nato una volta secondo la carne ma, a motivo del suo amore per gli uomini, egli desidera continuare a nascere secondo lo spirito in coloro che lo desiderano; egli si fa bambino e si forma in essi nello stesso tempo in cui si formano le virtù; si manifesta nella misura in cui sa che colui che lo riceve ne è capace».

Oggi è nato il Signore …

Lo spostamento di accento è evidente: il Natale non è più soltanto rievocazione di un evento del passato, ma esperienza viva di qualcosa che accade anche oggi.  Il fatto che la liturgia della festa di Natale usi frequentemente il termine “hodie”, “oggi”, non può essere un caso.

Aemiliana Loehr, monaca di Herwegen, così scrive a proposito dell’”oggi” che chiede di attualizzare il mistero del Natale in una venuta che renda il Signore presente in noi: “Questo “Oggi” ci porta tutta la dolcezza di numerosi eventi divini che hanno illuminato la terra e visitato i cuori. ( … ). Oggi Dio parla per bocca dei suoi inviati: oggi, dice, vengo, io, la Presenza, l’Unico, l’Eterno. Oggi, io faccio irruzione nel corso del vostro tempo e ne faccio un cerchio ( … ). L’essenza tutta intera della liturgia, la presenza di tutta l’opera della salvezza compiuta da Dio sulla terra è espressa in questo “oggi” mistico.  Ogni volta che la chiesa dice “oggi”, dalle oscure onde del passato emerge l’immagine di Colui che è venuto una sola volta in un corpo terrestre, e quella della sua azione che si è compiuta una sola volta; questa immagine si riempie di nuovo della vita che è sempre presente. Colui che è venuto e che verrà, viene oggi”. 

Questo è il Natale!