Io sono la vite, voi i tralci …

I frutti dell’esperienza cristiana

L’Arcivescovo nella sua Lettera pastorale, immaginando un volto di Chiesa che fosse fedele alla verità del vangelo e credibile per gli uomini e le donne di oggi, si lascia ispirare dalle parole intense e profonde che Gesù avrebbe consegnato, secondo la tradizione giovannea, ai discepoli dopo aver mangiato con loro la sua ultima cena. Sono parole ultime quelle che Gesù pronuncia, parole che suonano come un testamento spirituale nel quale Gesù, con inarrivabile profondità e leggerezza, condensa tutte le sue emozioni, i suoi affetti, la sua fede e tutte quelle verità che egli ritiene essenziali e che vorrebbe diventassero patrimonio della fede dei suoi amici. Tra queste parole ce n’è una che, per come ci viene presentata da Giovanni, sembra destinata ad avere un carattere sintetico. È la parola che troviamo al capitolo 15, versetto 5: “rimanete nel mio amore”. Gesù chiede ai suoi discepoli di rimanere nel suo amore, che è l’amore con cui Egli ama il padre e l’amore da cui è amato dal Padre. Rimanendo in questo amore, dice Gesù, i discepoli potranno dimorare con lui, potranno dimorare insieme con Lui nel Padre e la loro vita sarà ricolma di frutti.

Che cosa vuol dire, però, oggi per noi rimanere nell’amore di Gesù? Il nostro percorso quaresimale ha questa funzione: aiutarci capire quali possano essere le declinazioni di questo rimanere nell’amore di Gesù, sapendo che è su questo, e non su altro, che si gioca la nostra testimonianza cristiana.

Domeniche di Quaresima

I DOMENICA DI QUARESIMA

Rimanere con Gesù per resistere alla tentazione

II DOMENICA DI QUARESIMA

Rimanere con Gesù per adorare il Padre

III DOMENICA DI QUARESIMA

Rimanere con Gesù per diventare liberi

IV DOMENICA DI QUARESIMA

Rimanere con Gesù per vedere di nuovo

V DOMENICA DI QUARESIMA

Rimanere con Gesù per nascere dall’alto

Quaresimali

Venerdì 18 marzo 

Rimanere nell’amore di Cristo… L’esperienza della preghiera cristiana

Venerdì 25 marzo

Rimanere nell’amore di Cristo… L’esperienza ecclesiale della comunione.

Venerdì 1 aprile

Rimanere nell’amore di Cristo… L’esperienza teologale della carità

Impegno caritativo

UCRAINA: Rispondere all’insensatezza del­la violenza con le armi di Dio

«Rispondere all’insensatezza del­la violenza con le armi di Dio»: Caritas Ambrosiana si unisce all’appello del Papa e lancia una raccolta fondi a sostegno degli or­ganismi pastorali e umanitari del­le Chiese ucraine (Caritas-Spes per la Chiesa latina, Caritas Ukrai­na per la Chiesa greco-cattolica) per offrire aiuto ai molti civili vittime del con­flitto scatenato in Ucraina dall’a­vanzata russa. «In questo mo­mento difficile, abbiamo bisogno di sentire che non siamo soli», ha dichiarato a Caritas Italiana don Vyacheslav Grynevych, direttore di Caritas-Spes Ucraina. 

C’è molta preoccupazione soprat­tutto per l’enorme numero di pro­fughi che stanno cercando di la­sciare le proprie città e le proprie case, per trovare riparo in altre zone dell’Ucraina o nei paesi confinanti. Caritas Ambrosiana ha avviato una raccolta fondi, tramite la quale contribuirà alla fornitura di beni di prima necessità agli organismi pastorali e umanitari delle Chiese locali e supporterà le Caritas dei paesi limitrofi impegnate a favore dei profughi.

«La guerra non è mai la strada giusta per rispondere alle aspirazioni di giustizia e dignità coltivate dai popoli – dichiara Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana –. Anzi, sono proprio i più deboli che pagano il prezzo più alto delle avventure militari. Caritas vuole stare dalla parte di costoro soccorrendoli, ma anche denunciando che l’uso delle armi non porta alla soluzione dei conflitti»