Nessuna notte ha l’ultima parola …

Nessuna notte ha l’ultima parola …

«Alziamo lo sguardo a Gesù», dice Papa Francesco nell’omelia della Veglia di Pasqua. È Lui che fa rotolare la pietra di tutto quello che ci schiaccia il cuore, i «macigni della morte», «il capolinea della nostra speranza», «una pietra tombale – sottolinea – pesantemente poggiata all’ingresso del nostro cuore, soffocando la vita, spegnando la fiducia, imprigionandoci nel sepolcro delle paure e delle amarezze, bloccando la via verso la gioia». Sono le «sofferenze che ci toccano e le morti delle persone care, che lasciano in noi vuoti incolmabili – elenca il Pontefice -; i fallimenti e le paure che ci impediscono di compiere quanto di buono abbiamo a cuore; tutte le chiusure che frenano i nostri slanci di generosità e non ci permettono di aprirci all’amore; i muri di gomma dell’egoismo e dell’indifferenza, che respingono l’impegno a costruire città e società più giuste e a misura d’uomo; tutti gli aneliti di pace spezzati dalla crudeltà dell’odio e dalla ferocia della guerra».

Con la risurrezione di Cristo cambia tutto. «Egli, dopo aver assunto la nostra umanità – sottolinea il Papa -, è disceso negli abissi della morte e li ha attraversati con la potenza della sua vita divina, aprendo uno squarcio infinito di luce per ciascuno di noi. Risuscitato dal Padre nella sua, nella nostra carne con la forza dello Spirito Santo, ha aperto una pagina nuova per il genere umano». Da quel momento, fa notare Francesco, «se ci lasciamo prendere per mano da Gesù, nessuna esperienza di fallimento e di dolore, per quanto ci ferisca, può avere l’ultima parola sul senso e sul destino della nostra vita. Da quel momento, se ci lasciamo afferrare dal Risorto, nessuna sconfitta, nessuna sofferenza, nessuna morte potranno arrestare il nostro cammino verso la pienezza della vita»

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