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Al via il nuovo Messale Romano e Ambrosiano

Con la III domenica dell’Avvento ambrosiano (29 novembre) entrerà in vigore il nuovo Messale. Sono molti i motivi che hanno portato a questa revisione. Tra i tanti uno emerge in modo preponderante: la necessità di continuare quel cammino di aggiornamento liturgico, avviato con il Concilio Vaticano II. Ad affermarlo è don Mario Antonelli, Vicario episcopale per l’Educazione e la Celebrazione della Fede. Si è così giunti alla III edizione del Messale romano in lingua italiana, che riguarda anche la celebrazione della Messa in Rito ambrosiano.

A scandire i passi di questo processo di revisione è quella coppia di attenzioni che già il Concilio aveva sottolineato: da un lato, una creativa fedeltà alla sana tradizione e, dall’altro, quanto già il Vaticano II aveva chiamato una “nobile semplicità” dei testi liturgici, non soltanto nel loro linguaggio, ma nella loro stessa articolazione».

Quali sono le novità?

Quali sono le novità che verranno introdotte e che avranno una concreta ricaduta sulla partecipazione del popolo di Dio?

a. Viene inserita la dizione “fratelli e sorelle”a cominciare dalla preghiera “Confesso a Dio onnipotente…” che sarà ripresa anche in altre monizioni o preghiere del sacerdote.

b. Al Gloria, invece di “pace in terra agli uomini di buona volontà” si proclamerà “agli uomini amati dal Signore(per il Tempo di Avvento il Gloria è soppresso nella Celebrazione della Messa)

c. Al Padre nostro sono previste due modifiche: l’aggiunta di un “anche” all’invocazione della remissione dei peccati (“come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”) e l’espressione “non ci indurre in tentazione” che viene modificata in “e non abbandonarci alla tentazione”.

Vogliamo richiamare altre modifiche testuali di competenza, però, questa volta, del celebrante:

a.    Allo scambio della Pace, il sacerdote non userà più l’espressione  “scambiatevi un segno di pace” ma “scambiatevi la pace”. Infatti è la pace stessa che ci scambiamo non solamente un segno della pace. 

b.    Alla Comunione, il Sacerdote, presentando il Corpo di Gesù nel Pane eucaristico non dirà più “Beati gli invitati alla cena del Signore, Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” ma “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell’Agnello”

c.     Il corpo delle  “Preghiere Eucaristiche” verrà arricchito da altre quattro formulari ”per varie necessità”, già presenti nel Messale Romano, oltre i sei che già sono in uso.